Networking: non cresce quello che semini ma quello che innaffi

Pulire i filtri del condizionatore, fare una scansione antivirus del computer, rabboccare l’olio dell’auto, innaffiare il ficus e togliere dal vaso tutte le foglie secche, andare a pranzo dai suoceri.
Mentre ripassavo con pigrizia l’elenco delle faccende che avrei dovuto sbrigare quel giorno, in un momento di rigetto mi è venuto da pensare: e se non lo facessi?

Non avevo alcuna voglia di rimuovere batuffoli di polvere da un filtro, di infilare la testa nel cofano, né tantomeno di uscire fuori di casa.
Lo avrei fatto la settimana successiva, cosa sarebbe mai potuto accadere?
Caffè, doccia, poi una per una spuntai mentalmente tutte le voci della mia “to do list”.
La pigrizia era stata vinta dalla consapevolezza: volevo aria fredda quando necessario, volevo che i miei dati fossero al sicuro, volevo che la mia macchina si mantenesse performante e che il ficus all’ingresso desse a tutti un’immagine positiva. E poi volevo la parmigiana. Se non mi fossi preso cura di tutti questi elementi, probabilmente col tempo uno o più mi avrebbero risposto picche nel momento del bisogno.

Gestire la propria rete di relazioni significa prendersi cura del proprio habitat e garantirsi il suo funzionamento. Una gestione pigra o incostante della propria rete è molto probabile che si traduca in uno stallo nello sviluppo di tutta una serie di attività che caratterizzano la nostra vita.

La tendenza comune è manutenere i rapporti interpersonali a seconda dei nostri stati d’animo: se siamo incupiti da brutti pensieri riduciamo le interazioni, ma se ci sentiamo in forma assecondiamo i contatti. Questa conduzione occasionale non porterà altro che una risposta intermittente della nostra rete. Se pulisco i filtri del condizionatore una volta ogni due anni, è probabile che una notte d’agosto finirò per imprecare contro me stesso e il fato avverso.
Un vero networker è pienamente consapevole del suo ruolo all’interno del proprio circuito e si assicura costantemente di tenerlo in vita e di espanderlo.

Chi conosce il potenziale di una rete relazionale sa che il networking è un lavoro, non un antistress da compulsare all’occorrenza. Ogni giorno si preoccuperà di mantenersi rilevante, di dare risposte alle sue connessioni, anche offrendo opportunità affinché la catena si consolidi e si allarghi. All’inizio può sembrare una forzatura, ma nel tempo diventa una passione, un’esigenza alla quale non si può rinunciare, come tutte le abitudini sane.
Nel proprio time management, una parte rilevante va assegnata al “dare” alla propria rete (consigli, indicazioni, commenti) e, a seguire, “raccogliere”. Un lavoro vero e proprio, svolto dalla prima all’ultima persona su questo pianeta, ma, nella stragrande maggioranza dei casi, in modo del tutto inconsapevole e confusionario.

Il mio impegno principale nello sdoganare la cultura sana del networking (da qui il mio #portatoresanodinetworking) parte da questa responsabilizzazione: se ci si applica tutti i giorni e con criterio, si avranno grandi soddisfazioni.
La citazione di Schultz nel titolo è “self explanatory”.
Ecco cinque take away per riorganizzare la propria gestione relazionale con metodo.

  1. Individua l’unità di tempo che quotidianamente destinerai in modo esclusivo alla tua rete (nel mio caso, circa novanta minuti. Non c’è tempo? Mi sveglio prima).
  2. Parti dalle relazioni recenti e tienile in vita, scegline alcune e dai loro un seguito.
  3. Rispondi presente a chi ti scrive, a chi ti cerca. Non lasciare sedimentare email e messaggi. Dimostra reattività e presenza. È segno di rispetto.
  4. Offri aiuto spontaneo a quella persona che sai che ne ha bisogno. Mettile a disposizione il tuo network e innesca un circolo virtuoso anche se a te non porta alcun vantaggio immediato.
  5. Qualcuno che conosci compie gli anni? Non scrivergli un sms, non scrivergli su Facebook o Instagram o, peggio, inoltra i messaggi che i social ti propongono come preimpostati. Telefona! Quei cinque minuti gli daranno più di quello che si aspetta. E non lo dimenticherà.
Articolo precendente:
Prossimo articolo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.